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Il volto bianco della regina

Carissimo/a history lover, buon momento!

Ieri ho scritto il mio commento al film Maria regina di Scozia e oggi faccio una piccola postilla per spiegare, in poche parole, come mai ad un certo punto la regina Elisabetta I si sia trasformata da bellissima donna a bruttissimo clown.

Immagine presa dal web

Il trucco è da tempo immemore il segreto estetico di uomini e donne. Tuttavia, è bene dire che ogni popolo e ogni epoca, aveva/ha il suo stile.
Una caratteristica comune a molti era la predilezione del bianco come colore della pelle.

Si pensava, infatti, che il pallore, oggi segno di malessere, un tempo fosse sinonimo di regalità. 🙂

Diciamo che: i nobili, prediligendo una vita al chiuso, (oziando tra le quattro/quarantotto mura domestiche), potevano preservare il colorito della loro carnagione a differenza, per esempio, di coloro che lavoravano all’aperto e nei campi.

Indi per cui… i ricchi avevano la pelle bianca come il latte, i poveri nera come il carbone (in realtà, scura e bruciata dal sole).

A questo punto, con ogni probabilità ti starai chiedendo: (mah! 🤔), Quindi, una persona più era nobile più si copriva la pelle per farla diventare bianca?

Probabile. (Le geishe, per esempio, si coloravano il volto di bianco e, per farlo risaltare, scurivano i denti di nero) Tuttavia, tornando alla Regina Vergine, pare che sia rimasta molto deturpata in viso dopo aver contratto il vaiolo alla fine del 1562 e, che per tale motivo, abbia iniziato a coprire il volto con una maschera capace di nascondere sia le cicatrici sia lo scorrere del tempo.

#Curiosità
Nell’antichità, neanche tanto antica, i prodotti per il make up erano composti da materiali dannosi sia per la pelle sia per la salute. Tra i più usati, piombo, mercurio, arsenico e catrame.

P.S.: Personalmente, il volto bianco mi incute una certa angoscia. A te?
Alla prossima!

8 Comments »

  1. Vero…d’altra parte anche il mito del sangue blu della nobiltà nasce probabilmente dall’associazione di un sangue più povero di ossigeno in relazione ai nobili, che, soprattutto dopo la fine del periodo della cavalleria feudale, condussero esistenze sempre meno impegnate dal punto di vista fisico.
    Ieri ho dimenticato di scrivere un commento sul tuo articolo dedicato alla Regina Rossa: sapevi che esiste un fenomeno evolutivo che prende il nome proprio dalla protagonista del romanzo di Carroll? Esso si riferisce alla continua corsa evolutiva esistente tra prede e predatori: entrambi si evolvono di continuo, ma le loro strategie non portano mai all’affermazione piena di una delle due parti. Ebbene, questo fenomeno prende il nome di «Regina Rossa» perché nel romanzo di Carroll la sovrana invita Alice a correre solo per rimanere ferma nello stesso posto.

    Piace a 1 persona

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