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Freya: la dèa della seduzione

Carissimo/a history lover, buon momento!

Siamo giunti al ventitreesimo appuntamento con *Lo sapevi che – Vichinghi* 

Oggi torno a parlare della mitologia norrena, puntando tutta la mia attenzione sulla dea FREYA. Pronto/a? 

*****

Freia o Freya, era la dèa della seduzione, dell’amore sessuale, della fertilità, della bellezza, dell’oro, del seiðr, della guerra, della morte e delle virtù profetiche, nonché un’ottima guerriera. 

Di codesta donna divina non si hanno moltissime notizie, pare però, che fosse figlia del leggendario dio del mare Njörd, il quale però, non era un Asi ma un Vanir (dio inferiore)

Nell’immaginario collettivo Freya è una donna bellissima dai capelli dorati e l’aspetto elegante, molto abile con le armi. [questa è la dèa mostrataci dalle produzioni Marvel con il nome Frigga. (per molti, infatti, Freya e Frigg, sono la stessa divinità) Continua a leggere.]

Oltre alla sua rappresentazione di donna affascinante, Freya è selvaggia e possiede altri segni identificativi:

Il corvo e la rosa: simboli anche delle Valchirie, di cui si pensa lei ne facesse parte.

Il carro trainato da due gatti con il quale si muoveva nel cielo. (I gatti erano molto amati dai popoli norreni anche per questo)

Immagine presa dal web

Un altro suo simbolo è:

La collana Brisingamen, forgiata per lei da quattro nani, i quali, dopo una lunga contrattazione, riuscirono ad ottenere una notte di passione con lei, a testa.

Proprio su quest’ultimo c’è un aneddoto.

La leggenda racconta due versioni sulla sparizione di tale gioiello.

La prima è che Odino, furioso per il tradimento, abbia incaricato il dio Loki di rubargliela e poi, sempre Odino, l’abbia ricattata per riconsegnargliela. (pare che in cambio le abbia chiesto di usare la magia contro due sovrani affinché combattessero l’uno contro l’altro in eterno)

La seconda, è che Loki l’abbia rubato perché era fatto così, e che successivamente abbia dovuto scontrarsi con il dio Heimdallr, entrambi trasformati in foca. Il combattimento fu vinto dall’avversario che restituì il gioiello alla dèa.

Immagine presa dal web

Per onor di cronaca, sappi che una leggenda narra una storia in cui il dio Vanir Njörd abbia ceduto al dio Asi Odino i suoi due bellissimi figli, Freya e Freyr, affinché la guerra tra le due fazioni (Asi/Varir) finisse. Pare che il padre degli dèi li abbia accolti con piacere ad Asgard e li abbia trasformati in Asi.

Curiosando su questa dèa sono saltate fuori diverse curiosità, ma ve ne riporto alcune.

La prima è che fosse disinibita, lussuriosa a detta di Loki (ci sarà da fidarsi) e fedifraga, sempre detto dal nostro caro dio degli inganni.

Di lei si dice anche che fosse una dea battagliera, coraggiosa, determinata e appartenente, come dicevo prima, alle vachirie, infatti, pare che possedesse un palazzo dedicato al ricevimento delle anime dei caduti in battaglia.

Per onor di cronaca 2.0, voglio dire che, per un certo periodo, Freya e Frigg sono state due dee differenti.

Freya era sposata con il dio Odr e viveva nel palazzo di Folkvang, mentre Frigg era sposata con il dio Odino e viveva con lui ad Asgard.
Le due, tuttavia, presentavano moltissime caratteristiche in comune e, con il tempo, sono diventate la stessa persona. Ad avvalorare ciò ci sono anche alcune leggende in cui la moglie di Odino sia Freya e non Frigg.

*****

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se così fosse non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi potrebbe trovarlo interessante.

Se vuoi scoprire altre curiosità vichinghe con un romanzo che parla di guerra e amore, guarda qui.

Mi sembra di averti detto tutto, quindi, alla prossima!

Immagini prese dal web.

4 Comments »

  1. Molto bello questo articolo, contiene tante informazioni che non conoscevo! Ottimo, prosegui così! Tra l’altro notavo che, al contrario di Era/Giunone, moglie di Zeus/Giove, considerata dea della famiglia e assolutamente contraria agli eccessi amorosi del marito e, più in generale, alle avventure extra-coniugali, Freya era invece una divinità dai costumi sessuali molto liberi.

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