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Istantanea n.197-198-199

Buon inizio settimana!

[197]

Fermo, ultimi giorni di febbraio 1765
Le parole del Reggente dal significato limpido ebbero il potere di ampliare il sorriso sul suo volto, ma replicò per dovere, in quanto voleva essere sicura delle sue intenzioni, «Sono già a casa.»
«Questa è la casa di tuo padre, la tua è con me.»
«Non credo», si affrettò a negare, «non posso tornare a Dresda.»
«Sì che puoi.»
«No, Francesco, non lo capisci. Non posso tornare», replicò la giovane rossa in volta, «la mia reputazione ha subito un duro colpo e non posso affrontare nuovamente la Reggente o la nobiltà tutta. Non me la sento.»
«Saresti più propensa a tornare se fossi mia moglie?»
«Smettila con questo pensiero, Francesco, sai bene che non è possibile.»
«Invece lo è. Io desidero sposarti, Chiara, e non m’importa di null’altro se non di averti legittimamente al mio fianco, quindi, ora spetta a te decidere. Sei disposta ad affrontare le occhiate malevoli come signora Wettin?»

[198]

Fermo, ultimi giorni di febbraio 1765
Chiara non rispose, rimase ferma a osservare quegli occhi color cielo al fine di scorgervi una menzogna o un intimo dubbio, perché non poteva affidargli nuovamente il cuore se lui non ne fosse stato certo.
«Non vuoi più diventare mia moglie?» la incalzò, confuso da quel silenzio.
«Tu lo vuoi davvero?»
«Con ogni fibra del mio essere» precisò con sicurezza, «tu, invece?»
«Lo voglio, Francesco, lo voglio con tutta me stessa.»

[199]

In viaggio, primi giorni di marzo 1765
La carrozza del Reggente di Sassonia avanzava sul sentiero battuto con passo sostenuto. Le soste in quei giorni erano state rare, solo quelle essenziali per far riposare i cavalli e la giovane donna che gli era seduta dinanzi e che lo guardava con infinita ammirazione. Per potersi beare di quello sguardo in eterno avrebbe fatto qualsiasi cosa. Chiara non se ne rendeva conto, ma per lei era disposto a rinunciare a molto di più che ai benefici del suo stile.
«A cosa state pensando?» gli chiese la donna notando il suo sguardo assorto.
«A quanto vi amo» confessò senza remore.
«Non trovate sia disdicevole affermare tali parole dinanzi a mia madre?» disse e rise. Guardando poi la donna seduta al suo fianco che sorrideva al suo pari.
«No, trovo sia coraggioso.»

Alla prossima!

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