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Istantanea n.203-204-205

Buon inizio settimana!

[203]

Dresda, primi giorni di marzo 1765
Con palese sconcerto dei presenti, si scoprì che le grida erano state lanciate dall’ala adibita alle stanze padronali del casato Wettin e, con ansia e curiosità crescente, Chiara accelerò il passo per raggiungere la porta d’accesso.
«Chiara, fermati» le intimò la contessa Spinucci seguendola con un’andatura composta.
«Madre, non posso fingere di non averle udite» si giustificò la giovane muovendo ancora qualche passo.
«Non puoi neanche accedere in quelle camere senza invito» replicò la donna bloccandosi. Non aveva senso quella corsa folle e la figlia doveva ammetterlo.

[204]

«Cosa fate? Perché vi siete fermata?» le domandò la figlia, arrestandosi a sua volta.
«Perché il tuo comportamento rasenta la follia», spiegò con calma, «e io non ho intenzione di seguirti nelle azioni sciocche.»
Chiara guardò la madre in viso e nelle sue iride gli lesse serenità e saggezza.
«Stavo per commettere un’impudenza?» chiese tornando indietro per avvicinarsi alla donna.
«Sì», confermò la contessa con voce bassa, «lascia che sia lui a occuparsi di tutto.»
«Non mi accetteranno mai», mormorò demoralizzata, «ero una dama esemplare e mi trattavano con gentilezza, ma ora che la mia posizione potrebbe cambiare mi detestano.»
«Non ti detestano.»
«Sì, invece, altrimenti perché urlare?»
«Non costruire castelli se non hai le pietre per farlo» sorrise.
«Cosa significa?»
«Non fare congetture prima del tempo. Prima di preoccuparti aspetta di parlare con Sua Altezza» consigliò e, prendendola sotto braccio, la riportò dove la governante capo si era fermata.

[205]

Dresda, primi giorni di marzo 1765
«Dunque avete deciso? È davvero questo quello che desiderate?» domandò anche Maria Antonia, più per conferma che per altro.
«Sì, sono determinato a perseguire la mia scelta.»
«Incorrerete in diverse problematiche» protestò Alberto incrociando le braccia al petto in modo scontroso.
«Non importa.»
«La vostra è follia», ritentò con cipiglio, «vi avevo chiesto di allontanarla, di pazientare, invece, siete andato a riprenderla. Io non capisco cosa vi prende?»
Francesco Saverio modellò il viso con un sorriso ironico, «Non lo capisci?» domandò in modo retorico. «Allora te lo spiego con un esempio, fratello. Se l’arciduchessa Maria Cristina ti volesse sposare, cosa faresti?»

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