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Istantanea n.218-219-220

Buon inizio settimana!

[218]

Dresda, 9 marzo 1765
La pressione di quella bocca sulla propria non fece altro che alimentare il già ardente desiderio dell’uomo. D’impulso, Francesco s’impossessò della di lei bocca con vorace passione e, quando la sentì fremere tra le sue braccia, non poté trattenere un gemito di accorato struggimento.
«Ti amo, moglie mia» ansimò sfiorandole il ventre, per trascinarla sulle proprie ginocchia. Voleva percepire ogni suo ansito e tremito fino a stordirsi con il suono accelerato del suo cuore.
«Io di più» confermò tra un respiro mozzato e l’altro, mentre si lasciava condurre in quel vortice di sensazioni piacevolmente travolgenti.

[219]

Dresda, 9 marzo 1765
Presi com’erano dalla frenesia di stringersi l’un l’altro, i neo sposi ignorarono il rallentamento della vettura, tuttavia, non poterono farlo con la voce del cocchiere che li avvisava di essere giunti a destinazione.
«Siamo arrivati» ripeté l’uomo distanziandosi di poco da quelle labbra tumide di desiderio, traendo respiri profondi e perdendosi nello sguardo languido e caldo della donna.
«Di già!» pigolò ansante, appoggiando la fronte su quella del marito alla ricerca dello smarrito controllo.
«Sì», sorrise con dolcezza staccandosi completamente per posarle un bacio sulla punta del naso, prima di spostarla sul sedile dinanzi a lui e sistemarle alcune ciocche sfuggite alla acconciatura.
«Non ho voglia di scendere», mormorò con un broncio infantile, «voglio restare qui. Con te.»
«Abbiamo tutta la vita, amore mio» la tranquillizzò prima di autorizzare l’apertura dello sportello e, dopo averle sorriso, si affrettò a scendere.

[220]

Dresda, 9 marzo 1765
Ripercorrere il piccolo borgo dall’aspetto caratteristico, scenario della loro prima uscita mondana, le riempì il cuore con una gioia immensa e difficile da contenere.
«Non immagini quanto desiderassi tornarci» ammise con occhi lucenti, mentre le labbra erano modellate in un sorriso a labbra schiuse, come palese segnale della di lei sorpresa.
«Non lo immagino, ma speravo ardentemente che fosse pari al mio» replicò porgendole il braccio. Poterla tenere rispettosamente al suo fianco e mostrare a tutti quanto fosse fortunato nell’averla in moglie, non aveva eguali al mondo.

Alla prossima!

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