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Corradino di Svevia

Carissimo/a History Lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario della morte di Corrado di Svevia, ecco due paroline a riguardo.

«Corrado di Svevia, conosciuto con l’appellativo Corradino, nacque a Landshut il 25 marzo del 1252 e morì a Napoli il 29 ottobre del 1268. Figlio dell’imperatore Corrado IV di Svevia, casato Hohenstaufen (come sempre le corone non erano mai semplici. Egli, durante la sua vita, fu anche duca di Svevia, re di Germania, re di Sicilia e re di Gerusalemme) e di Elisabetta di Baviera. Corrado, erede al trono di alcuni dei regni paterni per diritto di nascita, ne divenne sovrano all’età di due anni. (ovvero alla morte del padre) I problemi, per questo bambino, si concentrarono sui diritti di reggenza per il regno di Sicilia.
Avendo solo due anni, infatti, il neo re necessitava di qualcuno che regnasse al suo posto. In principio, la reggenza fu affidata a Papa Innocenzo IV (nonostante lui all’inizio patteggiasse per la sovranità di Edmondo il Gobbo e non di Corradino. Entrambi bambini), in quanto tutore del bambino. Nel contempo, però, lo zio di Corradino, Manfredi di Hohenstaufen (fratellastro di Corrado IV) da tempo principe di Taranto e luogotenente nel regno di Sicilia, si oppose militarmente a Papa Innocenzo IV e a Papa Alessandro IV e infine divenne reggente, fino al momento in cui non si diede notizia della morte del bambino.
Quasi come naturale conseguenza, con la morte di Corradino Manfredi divenne il re di Sicilia.

Alla morte di Manfredi, avvenuta durante la battaglia di Benevento del 26 febbraio del 1266 contro le truppe di Carlo I d’Angiò, il trono passò nelle mani di quest’ultimo.

La verità, tuttavia, era che il povero Corradino era vivo e vegeto in Baviera ed era stato cresciuto dalla madre con amore, tra versi e quiete.

Alla morte di Manfredi, quindi, chi ne era a conoscenza richiese la sua presenza, e lui, si armò e partì alla volta del sud Italia per scacciare Carlo d’Angiò e riprendersi il trono.

Molte città italiane lo accolsero con piacere e lo appoggiarono per la ripresa del trono.

Tuttavia…

Le cose andarono malissimo.

Il 23 agosto del 1268, durante la Battaglia di Tagliacozzo, Corradino subì una dura sconfitta e si diede alla fuga. Chi lo aveva accolto e supportato gli voltò le spalle e lo lasciò solo a combattere quel nemico che terrorizzava molti.

Come se non bastasse, Giovanni Frangipane lo tradì e lo consegnò a Carlo d’Angiò.

Nonostante Corradino fosse solo un ragazzo, Carlo lo processò e lo condannò a morte.

Corradino fu decapitato il 29 ottobre del 1268 a Napoli in Campo Moricino (attuale piazza del Mercato)»

Siccome so che siete in tanti ad apprezzare questo periodo storico, vi invito a condividere le vostre conoscenze sull’argomento.

#Curiosità
Il Basso Medioevo vide due fazioni politiche contrapposte i Guelfi e Ghibellini (dal XII secolo al XIV secolo circa).

Nel caso del regni di Sicilia, sopracitato:
I Guelfi sostenevano il Papa.
I Ghibellini sostenevano Corradino Hohenstaufen.

Se hai qualcosa da aggiungere fai pure e ricorda di condividere se ti è piaciuto.
Alla prossima!

3 Comments »

  1. Già…povero Corradino! Tra le leggende che corrono intorno alla sua morte, mi piace segnalarne una molto suggestiva: secondo alcuni, poco prima di essere decapitato, Corradino gettò dal patibolo un guanto, lanciando le seguenti parole di sfida: «Qualcuno mi vendicherà!» La leggenda racconta che fu Giovanni da Procida, in seguito protagonista dei Vespri Siciliani, a raccogliere quel guanto.

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