Vai al contenuto

Istantanea n. 230-231-232

Buon inizio settimana!

[230]

Dresda, 10 marzo 1765
Andare nell’appartamento della Reggente dopo una notte tanto impetuosa, fu per Chiara davvero difficile. Si sentiva spossata e felice al tempo stesso, tuttavia, il dolore alle membra era ben più durevole del gaudio e, il di lei stato, non sfuggì alla sua signora.
«Chiara, cosa fate qui?» le domandò, infatti, Maria Antonia non appena la vide entrare.
«Sono venuta per servirvi» ammise, corrugando poi la fronte quando si accorse che ella era già vestita e acconciata.
«Ma non oggi», sorrise con comprensione, «oggi vi meritate di riposare.»
«Non sono stanca» mentì la dama per paura che il suo nuovo stato venisse percepito male.
«Sì, si vede», rise con ironia, «venite a sedervi accanto a me per un po’» la invitò indicandole la poltrona di fianco alla propria.
«Grazie», le sorrise con gratitudine, «siete oltremodo gentile.»
Maria Antonia la guardò dritta negli occhi nocciola e, con una benevolenza pari a quella di una sorella maggiore, ammise, «siete mia cognata, Chiara e, quand’anche le vostre nozze non siano ben viste dalla corte, lo sono da me. Un matrimonio celebrato per amore e non per convenienza merita il maggior rispetto possibile.»

[231]

Dresda, 10 marzo 1765
Il silenzio presente nella stanza del nobile Alberto Wettin era inconsueto, ma creava un giusto equilibrio con il trambusto del suo cuore. La verità, era che nonostante si fosse opposto alle nozze del fratello maggiore, non poteva negare a se stesso di invidiare terribilmente quello che aveva avuto il coraggio di compiere.

[232]

Dresda, 10 marzo 1765
Il Reggente raggiunse il proprio studio con un’espressione sul viso talmente radiosa, da non poter essere celata neanche sotto una sfarzosa maschera di carnevale. Le sue labbra formavano un sorriso a denti scoperti e gli occhi azzurri, sempre espressivi, in quel mentre brillavano di luce propria, come se una tale contentezza non potesse subire alcuna battuta d’arresto. Tanto è vero, che persino quando scorse il fratello minore seduto sulla poltrona ad attenderlo, non mutò espressione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: