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Coppie reali: contesto storico (Carlo e Maria Amalia)

Carissimo/a history lover, buon momento!

Ecco il secondo appuntamento con la nuova rubrica:
Coppie reali🥰

Sei emozionato/a?

Spero di sì, perché si comincia. 😉

Natale alla corte dei Borbone di Napoli: Qui trovi il primo.

Come ti ho anticipato nei giorni scorsi, la seconda coppia messa sotto la lente d’ingrandimento è quella composta da Carlo Sebastiano di Borbone e Maria Amalia Wettin.

1) CONTESTO STORICO durante il loro matrimonio (1738-1760)

Come ho scritto in altre occasione, il XVIII secolo è stato definito anche con il nome Il secolo delle Guerre di Successione, questo perché ce ne furono tante. Le più note sono:
Guerra di successione spagnola (1701-1714)
Guerra di successione polacca (1733-1738)
Guerra di successione austriaca (1740-1748)
Guerra per il trono di Gran Bretagna (1714 circa – 1746)

Sicuramente, avrai notato che il loro matrimonio è stato infastidito solo da una di queste guerre, ovvero, la Guerra di successione austriaca.
A differenza dei genitori, Carlo era un uomo alquanto pacifico, nel senso che non aspirava ad espandere il proprio territorio, insomma, lui era grato per ciò che aveva e, in generale, gli bastava, tuttavia, non poteva esimersi dai suoi doveri di sovrano. 

(ovviamente questa non è la sede per spiegare nel dettaglio cosa persero, perché e in favore di chi, ma come saprai c’è il mio romanzo storico che ne parla)

Cosa significò per loro?🤔

In virtù del carattere tranquillo di Carlo, durante il matrimonio non ci furono particolari drammi causati dalle guerre, tranne, ovviamente, quelli dovuti alla guerra di successione austriaca che vide costretto il re di Napoli a scendere in campo. Egli partecipò in prima persona ad alcuni scontri per riabilitare il suo nome. (A causa dell’indifferenza dimostrata verso la guerra, infatti, erano in molti a deriderlo e a non prenderlo sul serio. Leggi questo articolo per approfondire)

 Nonostante le casse napoletane non abbiano patito il dispendio economico che colpì la Spagna, la coppia in esame ebbe comunque degli avversari.
Fin da subito, infatti, l’ingerenza spagnola (Papà Filippo V e mamma Elisabetta) infastidì la coppia e per diversi anni mise il becco nel regno e matrimonio. 🙂 (Come ho detto la volta precedente. Quei due non avevano mai pace, e l’accondiscendenza di Carlo non arrestò la loro intrusione.)


👑Politicamente:
Durante tutto il matrimonio i due non ebbero troppi problemi con l’esterno. Il loro sapersi accontentare li tenne abbastanza lontani dagli intrighi e dagli scontri. Entrambi i sovrani preferivano migliorare ciò che avevano piuttosto che struggersi per ottenere di più.
Furono sempre coinvolti in opere di modernizzazione. (😉)

💰Economicamente:
Durante tutto il matrimonio il regno ebbe le casse abbastanza piene.
Dico abbastanza, perché non era raro un finanziamento elargito dal re per costruire qualche Reggia, far risorgere qualche città sommersa o togliersi qualche sfizio. (erano pur sempre degli esseri umani.)

💍 Sentimentalmente:
Il matrimonio fu combinato da una mente sopraffina, quella di Elisabetta, e coadiuvato da Augusto III e consorte.😁
La coppia riuscì fin da subito a trovare una buona intesa intellettuale, sentimentale e sessuale. Si compensavano come le due metà di una mela. ❤

Il XVIII secolo fu solo segnato dalle guerre?🤔

Come già detto, (ripeto per chi non avesse letto gli articoli precedenti) Durante il XVIII secolo, era molto spiccato anche il desiderio di conoscenza e la necessità dell’uomo di comprendere e migliorare le dinamiche socio culturali, medicali e produttive. Questo interesse al miglioramento spinse molti uomini e donne (sì, anche donne) a studiare per iniziare il cambiamento.

In che modo questo influì la coppia?🤔

Carlo, noto anche come un “sovrano illuminato”, al pari di suo padre si circondò con uomini di intelletto e capaci nelle loro mansioni, e ripose fiducia nelle loro proposte, sostenendole.
Anche Amalia era disponibile all’ascolto e, proprio grazie alla loro capacità di ascoltare e ragionare, riuscirono a fare grandi cose. (le vedremo più avanti.)

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a.
Non dico altro. Alla prossima!

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