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Invidia: capitolo 8

Carissimi history lovers, buona lettura!

Napoli, 30 ottobre 1738
Gabriel Cortez rimase fermo sulla banchina a osservare la carrozza a nolo che si allontanava a passo costante e, solo quando fu sparita alla vista, si prese il tempo per ricomporsi. Aveva mantenuto per tutto il tempo un sorriso enigmatico sul volto, che per gli astanti poteva sembrare sia di divertimento sia di scherno.
«Hai finito di perdere tempo, capitano?» lo beffeggiò il suo vice, affiancandolo.
«Stavo lavorando» spiegò spostando sull’amico lo sguardo.
«Sì, ho visto chi ti stavi lavorando», insinuò con un sorriso malizioso, «devo ammetterlo, non era affatto male la signorina.»
«Non essere il solito mal pensante» lo ammonì con divertimento, calcando nuovamente il cappello sui ricci neri, «la signorina è una Lady che andrà a lavorare a corte.»
«Abbiamo un aggancio?» suppose con brio, dando una pacca sulla spalla del capitano con fare goliardico.
«Lo spero, Antonio», replicò Gabriel in modo pratico, «le ho fatto un favore, speriamo che se lo ricordi quando andrò a riscuotere.»
«Era sulla nave proveniente da Pisa», constatò Sancez, «ti ha detto il nome?»
«Mary Katrin Lehen.»
«Mai sentito questo casato, sei sicuro che sia una lady?» domandò il vice, prima di storcere le labbra con fare dubbioso.
«Lo è», confermò sicuro, «parla un fluente spagnolo nonostante non lo sia, questo denota una buona istruzione. Le serve di ceto basso non la possiedono.»
«Faccio qualche domanda in giro per saperne qualcosa di più», propose l’altro con sollecitudine, «anche perché, se non cominciamo a dare qualche buona notizia all’equipaggio, finiamo in mare con tutti i pesci.» rise come se avesse fatto una battuta spiritosa.
«Fai quello che devi», l’autorizzò Gabriel, «io vado a fare il mio» concluse, prima di separarsi.

*****

Nel frattempo, Mary Katrin non fu neanche accolta al Palazzo Reale di Napoli perché, non appena la principessa Pinelli fu informata del di lei arrivo, ordinò il trasferimento alla dimora nella quale viveva la prole e dove la donna asburgica avrebbe dovuto prestare servizio.
Niente corte! Pensò sgomenta, sentendo quelle poche certezze avute, svanire come polvere al vento.

Alla prossima!

1 commento »

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