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Nella data di oggi nacque un grande RE

Carissimo/a history lover, buon momento!

È con infinita gioia (🤦‍♀️ ) che vi comunico tale notizia: oggi, Carlo Sebastiano di Borbone avrebbe compiuto 304 anni.

A U G U R I !😁

Era il lontano 20 gennaio 1716 quando, da una delle stanze padronali del palazzo Real Alcázar in Madrid, si sentì il vagito dell’Infante di Spagna Carlo Sebastiano di Borbone. A quel tempo non si poteva presumere il tipo di uomo che sarebbe diventato e, ancor meno, immaginare quale futuro avrebbe avuto ma, di certo, entrambe le incognite furono di gran lunga superate dalla realtà.

«Carlo Sebastiano di Borbone e Farnese, nacque a Madrid il 20 gennaio del 1716 e ivi morì il 14 dicembre del 1788. Figlio del re di Spagna Filippo V e della regina Elisabetta Farnese, Carlo fu Infante di Spagna alla nascita, duca di Parma e Piacenza per diritto, re di Napoli e Sicilia per conquista e Re di Spagna. Ebbe un’infanzia e un principio di adolescenza spensierata, in cui i suoi unici doveri erano la caccia e la comprensione delle arti. L’età adulta, invece, fu sufficientemente ricca di avvenimenti, i quali gli hanno conferito la fama di “re illuminato”. Per merito di un volere superiore sposò Maria Amalia Wettin, figlia dell’allora principe elettore di Sassonia. Fu un marito assai devoto e un padre amorevole. La coppia ebbe tredici figli.»

Carlo Sebastiano di Borbone, era un uomo intelligente, buono e onesto. Le caratteristiche personali di cui era dotato hanno fatto in modo che sedesse su uno dei troni più ambiti del periodo, ovvero quello di Napoli, divenendone il primo Re ivi vivente. Nonostante durante la sua giovinezza egli si sia lasciato molto influenzare dalle decisioni familiari, con il tempo è riuscito a far emergere la propria natura diventando a tutti gli effetti artefice del suo destino.

A distanza di anni questo sovrano viene ancora ricordato dalla popolazione partenopea con nostalgia, (anche se non lo hanno conosciuto) perché durante il suo regno ci furono molteplici innovazioni mentre, tutte le altre persone, lo rammentano per la sua grande capacità di valutare le situazioni, di rinnovare le attività, di modificare l’organizzazione e le tecniche lavorative, oltre per la sua grande passione per l’arte e per le incantevoli costruzioni da lui volute. Fu un sovrano molto amato, soprattutto nei regni di Napoli e di Sicilia, mentre in Spagna, il suo governo fu un po’ altalenante (Non vi dico il perché🤐).

Viste le sue fortune fu un uomo felice? Chi può dirlo. La storia riporta aneddoti, più o meno lieti, ma se amasse o no la sua vita credo che rimarrà un mistero. Tuttavia, io credo di sì, perché ebbe la fortuna di sposare una donna meravigliosa e di amarla ed essere amato a sua volta.

Se vuoi approfondire la conoscenza di questo personaggio, ti consiglio i seguenti articoli:
Il primo sistema fognario coperto di Napoli;
Curiosità su Carlo di Borbone;
Il re dell’innovazione;
La battaglia di Velletri;
Il presepe alla corte dei borbone;
Il piatto preferito di Carlo;
Un simbolo del cuore di Carlo;
Qual è il tuo personaggio storico preferito;
Parma: palazzo ducale del giardino;
Parma: sala del bacio;

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Portella, 19 giugno 1738
La mente della giovane continuava ad assorbire con vivo interesse ogni minuzia dell’ambiente che la circondava. Ammirava con garbo, la rigida nobiltà ai lati del suo passaggio e le decorazioni floreali che imprimevano nell’aria un profumo gradevole. Ogni pensiero o considerazione però le sfuggì, quando gli occhi si posarono sul fondo dell’ampia navata. Su un rialzo vi erano alcune persone, primo fra tutti, per austero portamento, un giovane uomo vestito di chiaro.
Avida di conoscenza iniziò a studiarne la forma, certa, che egli fosse il proprio sposo.
Da quella distanza non le era possibile stabilirne l’altezza, ma di sicuro non era esile come il ritratto lo aveva dipinto. La curiosità partì con un po’ di imbarazzo dalle scarpe nere lucide, per poi salire lungo le gambe snelle e sfiorare il tessuto della giacca color ocra che gli fasciava le spalle dritte.
Più diminuiva quella distanza, più le sembianze dell’uomo erano chiare. Le gambe non erano snelle, ma muscolose, la vita era asciutta. Le mani erano strette a pugno, sintomo che fosse nervoso quanto lei. Ora riusciva a distinguere i ricami d’oro e d’argento che adornavano la giacca e che mostravano i muscoli tesi delle braccia. Con un timore quasi reverenziale sollevò lo sguardo sulla mascella contratta, per poi spostarsi sulle labbra serrate e, infine, fermarsi nell’azzurro imperscrutabile dei suoi occhi.
La risposta del proprio corpo a quello sguardo fu quella di bloccarsi, il cuore, invece, accelerò furioso nel petto in preda al panico.
Non sono di suo gradimento! Riuscì a pensare, mentre l’ossigeno faticava per riempirle i polmoni. Avrebbe voluto raccogliere le gonne e correre lontano da quell’uomo che la stava fissando in un modo così poco rassicurante, ma non poteva fuggire, né da quella tenda né da quel marito. Le mani, che teneva strette davanti a sé, ora erano diventate umide di sudore.
Carlo, invece, dall’alto della sua pedana osservava con evidente preoccupazione l’avanzare della sua sposa. Era graziosa, proprio come aveva intuito, anche se il suo corpo appariva molto più acerbo di come aveva creduto. Gli fu subito chiaro che lo stesse studiando con timido interesse e la lasciò fare, nonostante temesse che ne sarebbe stata delusa.
Rimase immobile con gli occhi fissi sul suo giovane viso, studiandone le micro espressioni, fino a quando i loro occhi non si scontrarono. Quella giovane possedeva dei begl’occhi, talmente rari e svegli da apparire brillanti, ma mentre ne ammirava il naturale splendore si adombrò per l’improvviso alone di smarrimento che gli parve di vedere.
Rigido come era per la tensione di non piacerle, aveva quasi smesso di respirare, ma quell’ansia che aveva pervaso la moglie lo animò ad agire. Egli era il re, e non lo sarebbe stato di meno se si fosse comportato come il cuore gli suggeriva. Poteva solo immaginare come doveva sentirsi impaurita la sua sposa, così giovane e sola in un paese sconosciuto, con persone estranee e un marito per procura. Egli stesso, che era più maturo e vittima di minori cambiamenti, si sentiva turbato.
Sicuro di fare la cosa giusta, rilassò i muscoli del viso ammorbidendoli con un sorriso. Quasi come l’immagine riflessa in uno specchio, la vide sorridere a sua volta.
Possiede un bel sorriso! Pensò, scendendo dal palchetto per raggiungerla, mentre tutto intorno si levava un mormorio di disappunto.
Con il cuore in tumulto Amalia lo vide avvicinarsi, sicuro e aggraziato nei suoi vestiti eleganti. Sopraffatta dalla potenza di quello sguardo rimase ferma a guardarlo come se fosse ammaliata dai suoi movimenti. Con una punta di piacere si accorse che, come lei, non indossava un’odiosa parrucca, ma portava i capelli castani legati in una coda bassa.
Lo vide fermarsi a un passo da lei e il respiro le si bloccò in gola a quella vicinanza improvvisa. Nonostante la superasse in altezza solo di pochi centimetri, si sentì ugualmente avvinta dalla sua imponenza. Deglutendo a vuoto tentò di ricomporsi, ricordando solo in quel momento il proprio dovere, ma il re fu più rapido. Con una mano prese quella di lei portandosela alle labbra, mentre con l’altra le sfiorava il piccolo gomito nel chiaro invito a non inginocchiarsi.
La sorpresa che lesse in quegli occhi chiari scaldò il cuore di Carlo, che azzardò: «Mia sposa. Mia regina. Benvenuta!»

Estratto da Carlo e Maria Amalia un amore reale

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Nel caso tutto ciò non ti sia bastato e volessi saperne ancora di più, c’è anche il mio romanzo che trovi qui.

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Alla prossima!

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