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27 gennaio 1512

Carissimo/a History Lover, buon momento!

Nella giornata dedicata alla memoria, in ricordo delle milioni di vittime dell’olocausto (il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai loro alleati contro gli ebrei e tutti coloro ritenuti inferiori, come i rom, i sinti, gli omosessuali, i portatori di handicap e tanti altri), che ricorre il 27 gennaio, in quanto, in tale data, (27 gennaio 1945) è l’anniversario della  liberazione da parte dell’Armata Rossa (Unione Sovietica /oggi Russia) del campo di concentramento di Auschwitz (era un complesso di campi di concentramento e di lavoro situato in Polonia. Fu fondato il 20 maggio del 1940 con la funzione di rinchiudere gli intellettuali e i membri della resistenza polacca, con il tempo, vi rinchiusero tutti gli altri), ho volutamente scelto di ricordare un altro avvenimento. Il motivo è, come per le altre ricorrenze ad alto profilo e impatto, che saranno in tanti a parlarne e io sarei solo un’eco lontana, indi per cui…

In occasione del cinquecentoottesimo anniversario della stipula delle Leggi di Burgos, (un’insieme di leggi nate per regolamentare il trattamento dei Nativi nel Nuovo Mondo)
Ecco un piccolo sunto dell’evento, tanto per saperne qualcosina.

Se mi segui con una certa assiduità (mi auguro per te che sia così😂), saprai che gli argomenti che riassumo hanno lo scopo di dare qualche informazione valida, al fine di non fare scena muta in caso di dialoghi a tema.
Non so se lo ricordi, ma di tanto in tanto, ho parlato di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, (ecco alcuni link che potrebbero interessarti: Isabella e Ferdinando sposi; Ferdinando, il re cattolico; Isabella di Castiglia; Thomas de Torquemada; Giovanna d’Aviz.) Ora, immagino ti starai chiedendo che cosa c’entrino, bene, ora te lo dico.😊 Sicuramente saprai che a questi due sovrani (più a Isabella) è stato attribuito il finanziamento della spedizione di Cristoforo Colombo e che, il 12 ottobre del 1492, tale esploratore giunse nel Nuovo Mondo.
Da quel fatidico giorno, il Nuovo Mondo e i suoi abitanti indigeni, subirono una vera e propria invasione e, perché no, prevaricazione.
Gli spagnoli, come si sul dire: “Avevano trovato l’America” (un territorio ricco, inesplorato e tutto da assoggettare)
Indi per cui…
L’inizio fu assai turbolento (mica solo l’inizio), si può dire, che gli invasori entrarono in questi territori al pari di uno tzunami, senza preavviso e senza preoccuparsi per il prossimo. Usando ogni mezzo a loro disposizione si presero quello che volevano ma, ad un certo punto, i frati domenicani mandati in loco per la conversione, denunciarono i maltrattamenti ai danni dei nativi. Re Ferdinando II di Aragona, non potendo tollerare (giustificare dei soprusi gratuiti ai danni di innocenti) il 27 gennaio del 1512, riunì il consiglio a Burgos e ivi stipularono le leggi che avevano il compito di regolamentare, come detto in precedenza, il modo in cui erano trattati i nativi. Queste furono le prime leggi che la Monarchia Ispanica applicò sul territorio americano.

In breve le nuove leggi dicevano che:

Gli indigeni erano persone libere e non schiave.
I Re di Spagna erano i Signori degli indigeni e pertanto avevano il dovere di farli convertire alla fede cattolica.
Gli indigeni erano obbligati a lavorare, ma con salario e orario di lavoro consono ai diritti civili.
(non era obbligatorio un pagamento in denaro)
Nel caso in cui gli indigeni si fossero rifiutati di convertirsi, sarebbero stati giustificati gli atti bellici e di conquista. 

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti, di condividerlo con chi può essere interessato/a. Se hai altro da aggiungere, ti prego di farlo. Alla prossima!

2 Comments »

  1. Poi c’erano anche dei problemi di natura teologica…fino alla scoperta dell’America, infatti, la Chiesa riteneva che i popoli dei tre continenti allora noti – Asia, Africa, ed Europa – discendessero dai figli di Noè secondo questo schema: Sem (Asiatici); Cam (Africani); Jafet (Europei). Da dove spuntavano fuori, dunque, gli Amerindi? Potevano essere considerati veramente umani? Non era una questione solo squisitamente teologica: se la risposta a questa domanda fosse stata negativa, infatti, sarebbero stati equiparati agli animali e sfruttati come tali (instrumentum vocale dicevano gli antichi Romani, cioè strumenti con la voce, così erano indicati gli schiavi). Alla fine si giunse a una soluzione di compromesso: gli Amerindi erano eredi di quei figli di Sem che, chissà come, dovevano aver raggiunto l’America…una tesi in realtà sorprendentemente veritiera, dal momento che, senza tirare in ballo i figli di Noè, oggi sappiamo che fu proprio attraverso lo stretto di Bering fra Asia e America che avvenne la colonizzazione umana di questo grande continente…

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