Vai al contenuto

Basta baci in pubblico

Carissimo/a history lovers, come sempre, buon momento!

In questo periodo di forti tensioni personali e comunitarie, ho deciso di riportarvi un aneddoto storico il cui anniversario ricorre proprio nella giornata di oggi.

Indi per cui…

In occasione del quattrocentocinquantottesimo anniversario dalla divulgazione della legge contro i baci in pubblico nella città di Napoli,  ho deciso di spendere due righe sul argomento.

Era il lontano 9 marzo del 1562, quando, il popolo napoletano, scoprì che era severamente vietato scambiarsi baci in pubblico e che i contravventori avrebbero patito con la pena la morte.

Per onor di cronaca, è bene precisare che i baci in pubblico non fossero una consuetudine e tanto meno che fossero volontari (molto spesso le donne erano vittime di queste azioni. Ricordo che stiamo parlando di un periodo antico e privo delle libertà che conosciamo e abbiamo oggi), quindi, accadeva spesso che le donne fossero vittime di violenza. (Soprattutto tra i poveri. Non solo i poveri importunavano le povere, c’erano anche i ricchi che approfittavano di queste donne prive di tutela. [Come accade ancora oggi, chi non è tutelato subisce angherie, e questo vale per tutti, indistintamente dal sesso, dall’età, dalla razza e religione]).

Un’altra precisazione dovuta è che, non tutte le donne fossero vittime di violenza, ovviamente c’erano anche quelle consenzienti ma, a quei tempi, era difficile discernere i due casi (mettici il potere ell’uomo, la paura di ripercussioni per la donna, ecc. e capisci da solo che era complicato.)

Indi per cui 2.0

Quando fu emanata la legge, il Regno di Napoli era un vicereame posto sotto la corona spagnola. Il Re di allora era Filippo II di Spagna, detto il Prudente, ma la gestione del vicereame napoletano era affidata a Pedro Afán de Ribera (che in precedenza lo era stato per il territorio catalano.)

Sicuramente ricorderai che a quel tempo vi erano molte epidemie, prima fra tutte la Peste che si riproponeva con un’assiduità terribile mietendo tantissime vittime, quindi, ancora oggi, ci sono storici che ipotizzano la nascita di quel decreto legge come un modo per arginare la diffusione del virus.


Se la scelta di emanare questa Legge fosse di natura civile o medica non ci è dato saperlo (forse entrambe), ciò che possiamo imparare però, è che le linee guida che ci vengono date oggi, non sono per privarci della libertà, ma per aiutarci a non perdere il resto.

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se così fosse non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi potrebbe trovarlo interessante.
Mi sembra di averti detto tutto, quindi, alla prossima!

P.S.: PROMETTO DI RISPONDERE A TUTTI I MESSAGGI 🙂

1 commento »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: