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Uniti per egoismo

Carissimi history lovers, buon momento!

Tanto per rimanere in tema oggi vi racconto un’altra storia.😊

Come ho detto ieri, ogni secolo aveva e forse ha la sua epidemia, se non più di una e, nel XVIII secolo, 
(secolo da me amato) ebbe grande influenza il vaiolo. Tuttavia, una delle pandemie più tremende che il mondo abbia conosciuto è l’epidemia nota con il nome Peste Nera (1347-1353) che causò circa 20 milioni di morti. (anche se in realtà è la seconda in termini di devastazione, poiché ce ne fu una più tremenda ai tempi di Giustiniano 541-542 d.C. a Costantinopoli, con attacchi che si ripresentarono fino al 750, e si presume abbia fatto un numero di morti che oscilla dai 50 ai 100 milioni)

Per onor di cronaca, è bene precisare che la Peste aveva il pessimo vizio di ripresentarsi, all’inizio con intervalli di circa 6-12 anni colpendo principalmente i poveri. (Ovviamente tutti erano a rischio) Successivamente gli anni tra una peste e l’altra aumentarono, ma lei tornava sempre, implacabile.

Vista la tenacia di questo batterio, le popolazioni iniziarono a valutare misure preventive, che consistevano principalmente nell’isolamento degli infetti. (Separati per amore💙)
Nel 1450 a Milano fu istituito un ufficio di sanità permanente e nel 1488 fu realizzato il lazzaretto di San Gregorio per contenere i malati in caso di epidemia.
Venezia, invece, istituì degli organi di controllo nel 1486 e, solo nel secolo successivo, si adeguarono altre città europee, ma con calma e non tutte.

La Peste, con il suo ripresentarsi a ondate, fece la sua comparsa anche nel XVIII secolo, perché, l’essere umano sa essere altruista, ma anche egoista.

ATTENZIONE SPOILER😀
Di seguito un estratto dal mio romanzo storico che vi racconta come si diffuse la Peste di Marsiglia del 1720 che uccise oltre 100.000 persone solo a Marsiglia e provincia. (Un’azione di puro egoismo)
Leggi anche la Peste di Palermo

Ecco perché:
Io resto a casa.

Separati per amore (la distanza di sicurezza è un gesto d’amore verso noi stessi e il prossimo) 💙

#Curiosità
Nell’antichità il termine peste era utilizzato per identificare una epidemia (essa poteva essere di vaiolo, morbillo ecc.) la prima pandemia attribuita al batterio yersinia pestis è proprio quella di Giustiniano.


Il nome Peste Nera, attribuito alla pandemia del XIV secolo, nacque dall’osservazione dei sintomi che la malattia provocava alle persone, in particolare, la comparsa sulla pelle di macchie scure e livide di origine emorragica.

Capitolo 42 di Filippo V: il primo Borbone di Spagna

In navigazione, primi giorni di maggio 1720
Il flauto mercantile Grande Sant’Antonio, proveniente dalle terre di Damasco e diretta a Marsiglia, stava solcando le acque agitate del mare con le tre vele quadre spiegate e l’andatura nervosa, la quale, rispecchiava l’ombrosità del cielo cinerino e dell’equipaggio. Da quando avevano lasciato Livorno, alcuni giorni prima, gli uomini sembravano più irrequieti di quell’acqua e meno inclini alla condiscendenza.
«Capitano Chataud» vociò il vice affiancandolo.
«Cosa succede?» replicò l’altro continuando a studiare la terra in lontananza. Per fortuna non stava ancora piovendo.
«Ce n’è un altro che accusa dolori», bisbigliò guardando il superiore di sottecchi, «l’ho rinchiuso nella stiva.»
«Hai fatto bene.»
«Capitano, siete sicuro di voler attraccare?» inquisì esitante.
«Non ho scelta», replicò lanciandogli uno sguardo fugace, «la fiera di Beaucaire è alle porte, non possiamo mancare.»
«Comprendo la necessità di vendere i tessuti e i materiali che trasportiamo, ma abbiamo già perso otto membri. Temo che ci sia qualcosa…»
«Taci, per l’amor di Dio!» abbaiò il capitano puntandogli addosso uno sguardo torvo e definitivo.
Jean-Baptiste Chataud, comandante della nave e uomo devoto al compito, tornò a guardare dritto davanti a sé come se il vice non gli avesse parlato. Tuttavia però, quella frase interrotta bruscamente continuava a riproporsi nella sua mente e non poté evitare di emettere un ringhio infastidito.
«Capitano», ritentò il marinaio, reso audace da quel sonoro disappunto, «possiamo tornare indietro.»
«No, che non possiamo», ruggì, sempre più tormentato, «abbiamo la licenza di attracco rilasciata dalla stessa Livorno, con quale scusa rientreremmo?» domandò, ma il suo quesito era pura retorica, infatti, l’altro tacque. Dopo un momento di silenzio riprese, «No. Non posso disattendere le attese perché sembrerei un inadempiente» concluse il capitano scuotendo il capo con vigore per dare enfasi alle parole e voce al proprio cruccio.
«Comprendo» conciliò il vice arpionando con le mani la balaustra in legno. Il vento era diventato più potente. «Speriamo solo che la nostra scelta non sia un errore.»
«Lo scopriremo solo se arriveremo sani e salvi a Marsiglia», precisò il comandante dopo aver osservato il movimento ritmico delle nubi che ribollivano nel cielo, «sta per diluviare.»
«Ammainiamo le vele» suggerì il vice, rimanendo comunque in attesa di risposta.
Chataud assentì e l’altro impartì l’ordine ai marinai che, tuttavia, erano già pronti ai posti di manovra.
Il tempo di assegnare il comando e l’atmosfera venne inghiottita dal vortice buio della burrasca, fatto di pioggia, mare e vento, prima di essere illuminata da una serie di lampi cadenzati che ebbe il potere di mostrare, a chi avesse avuto la forza di guardare, il caos provocato da quella calamità naturale. Fu una circostanza talmente avversa che per alcuni fu un monito di sventura. Come se la natura avesse saputo quello a cui sarebbero andati incontro e avesse voluto porvi un freno. Tuttavia, il suo tentativo fallì miseramente.

Marsiglia, 25 maggio 1720
La Grande Sant’Antonio attraccò al porto di Pomègues con le più buone speranze. Scaricò le merci da vendere e per alcuni giorni sembrò che non ci fosse nulla da temere. Ma quel desiderio effimero, perché basato su una consapevolezza rinnegata, stroncò le attese e, poco dopo, videro il proliferarsi del germe nero della Peste. L’incredulità dell’amministrazione francese sulla diagnosi della malattia, perché da loro ritenuta impossibile, ne alimentò la diffusione e la cattiva sanificazione la tramutò in una feroce pandemia, che fece oltre centomila morti nella città di Marsiglia e provincia.
La Peste di Marsiglia del 1720 fu una tragedia non solo per il regno di Francia, ma anche per il suo Reggente e per le corti che lì generavano i loro affari.

Sento dire: Sono esagerati! Mica è la Peste!
Per fortuna il Covid-19 non lo è.
Però vorrei precisare che il nostro impegno per contenerla ci permetterà di ridurre il numero di vittime.

Un pensiero alle già 1016 vittime italiane e alle oltre 3000 nel mondo. Queste vittime non sono numeri ma persone, con famiglie e affetti, quindi, auguriamoci davvero che non sia mai come la Peste.💙

Aggiornamento al 13 marzo, vittime italiane 1266.🌹

Alla prossima!

4 Comments »

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