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Istantanea n. 260-261-261

Carissimi, buon momento!

[260]

Dresda, maggio 1765
Il rientro di Alberto Wettin al palazzo reale giunse senza preavviso e, il nobile fratello, reggente a tempo determinato, non riuscì a nascondere la sorpresa nel rivederlo tanto presto.
«Alberto, come mai sei già di ritorno?» lo accolse andandogli incontro, mentre la moglie scattava a sedere sulla poltroncina.
«Disturbo?» replicò sollevando le sopracciglia divertito, perché non gli era sfuggito il di lei movimento e tanto meno il rossore delle guance.
«Non essere impertinente» lo ammonì Francesco sottovoce, ma fu lo sguardo eloquente del fratello maggiore a farlo sorridere.
«Perdonate, Chiara» si mortificò senza smettere di sorridere, perché quello che aveva dinanzi agli occhi era qualcosa da mostrare e non da celare.

[261]

«Non preoccupatevi» replicò la donna alzandosi in piedi e dopo aver lisciato le gonne, realmente stropicciate, aggiunse, «Vi lascio soli così potrete parlare.»
Si defilò rapida e silenziosa, l’unica cosa che seguì fu un sorriso benevolo e un sospiro sincero, «Siete fortunato, fratello, sono stato sciocco io a pretendere che rinunciaste a una simile devozione.»

[262]

«Non sciocco, solo precipitoso nel trarre le conclusioni» replicò il Reggente indicandogli la poltrona occupata poco prima dalla moglie.
«Ignoravo completamente l’esistenza di un tale sentimento.»
«Stiamo parlando ancora di me e mia moglie?» domandò inarcando un sopracciglio.
«Sì», confermò passandosi una mano sulla guancia, «gli obblighi del nostro rango mi avevano fato credere che non ci potesse essere amore nella vita di quelli come noi.»
«Ora credi il contrario?»
«No di certo», rise di scherno, «tuttavia a voi è successo e sono felice per voi.»
«Pure Federico Cristiano ha amato sua moglie.»
«Sì, lo so, e se è per questo, anche Maria Amalia ha amato il marito però, loro hanno imparato ad amarsi. Voi e Chiara vi siete scelti e voluti. Non avete accettato compromessi. Avete deciso che il vostro sentimento fosse più importante di un titolo. Voi, avete scelto lei sopra ogni cosa e, questa, fratello, è un’azione che in pochi sono disposti a compiere.»

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