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Istantanea n.263-264-265

Carissimi history lovers, buona lettura!

[263]
«La verità, Alberto, è che per me non è nulla di così eclatante.»
«Non vi credo. È impossibile che non abbiate pensato a cosa comportasse il vostro matrimonio.»
«No, infatti, ci ho pensato, ma il tempo trascorso lontano da lei era una costante tortura, per questo ti dico che non è nulla di eclatante, perché non avrei potuto vivere all’inferno sapendo di poter anelare al Paradiso.»
[264]
I giorni a Dresda proseguivano con una lentezza inesorabile. Il Reggente continuava ad amministrare l’elettorato in vece del nipote, eseguendo il volere del defunto fratello, tuttavia, erano in molti a discuterne le scelte, come se, l’aver deciso di sposarsi per amore e non per interesse, fosse stata un’azione illogica fatta da un folle.
[265]
A prova di tale pubblica convinzione, vi erano le occhiate ostiche lanciate alla giovane Chiara che, di preciso, era per tutti ancora la signorina Spinucci, come se quelle nozze, celebrate in solitudine, non fossero mai state commemorate.

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