Vai al contenuto

Idunn, dèa della giovinezza e della primavera

Carissimo/a history lover, buon momento!

Siamo giunti al trentunesimo appuntamento con *Lo sapevi che – Vichinghi* 

Torno a parlare della mitologia norrena e, visto che nell’articolo precedente ho parlato di Bragi, in quello odierno punterò tutta la mia attenzione su sua moglie IDUNN. Pronto/a? 

Idunn o Idun è la dèa della giovinezza e della primavera, nonché divinità aggraziata e dall’indole moderata. (😊 )

Nell’immaginario collettivo Idunn è considerata poco (serie tv e film non ne parlano particolarmente, ma il suo dono è presente nel gioco God of War al quale non ho mai giocato e forse dovrei iniziare), comunque, dai dati in nostro possesso, pare che fosse tra le dee più importanti e che, secondo la mitologia norrena, questa dea avesse lunghi capelli biondi e che possedesse una pianta magica i cui frutti erano in grado di concedere la giovinezza.
Di solito nelle immagini viene rappresentata con un frutto in mano dalla forma tondeggiante. (Vedi esempio sotto.)

#Curiosità
Idunn era figlia del nano Ivald e di mamma ignota. (I nani erano figure importanti nella cultura vichinga e nella mitologia norrena. Piano piano ci arrivo.)

Il ruolo di questa dea era quello di fornire agli dèi il frutto dell’eterna giovinezza e per tale regione ad Asgard era molto amata. (Senza il frutto anche gli dei invecchiavano.)🥰

Come ho anticipato era sposata con il saggio Bragi, dio della poesia.

Curiosando su questa dea è venuta fuori una curiosità curiosa. Pare, infatti, che a lei sia legata una storia di rapimento.

Si racconta, che un giorno imprecisato della mitologia, gli dèi Odino, Loki e Hoenir intrapresero un viaggio che li portò sulle montagne lontane di Asgard, dove il cibo scarseggiava e il clima era inclemente. Dopo giorni di cammino e digiuno la fame dei tre divenne prepotente e così, non appena incontrarono una mandria di buoi, decisero di catturarne uno per il pasto. Secondo la leggenda, però, pare che la carne non cuocesse nonostante fosse sul fuoco. 

Si racconta, infatti, che mentre le divinità si chiedevano cosa stesse succedendo, un’aquila di grandi dimensioni si fosse appollaiata vicino loro per informarli di essere la causa di quel blocco nella cottura. Dopo un alterco verbale tra l’aquila, che in realtà era il gigante Thjazi, e gli dei, questi ultimi acconsentirono di lasciargli prendere la carne, tuttavia, non appena il volatile scese per prenderla Loki tentò di colpirlo, ma l’aquila fu più veloce, afferrò il ramo con cui il dio voleva ferirlo e volò in cielo. Il dio degli inganni, spaventato dall’idea di precipitare nel vuoto, supplicò il volatile di risparmiargli la vita, ma non riuscendo a convincerlo, gli promise l’unica cosa che facesse gola a tutti: la dea Idunn e i suoi frutti. A quella proposta il gigante acconsentì e lo rimise a terra.

Quando il trio tornò ad Asgard, Loki ne approfittò per ingannare la dea e mantenere fede alla sua promessa. Egli, infatti, disse a Idunn di aver scoperto, oltre le mura di Asgard, un frutteto rigoglioso con frutti meravigliosi e molto più lucenti dei suoi. Inoltre, le propose di andare a controllare con lui la qualità di quanto detto, portando i suoi frutti per un confronto. La dea lo seguì e quando raggiunse il bosco fu catturata dall’aquila e portata nella casa del gigante, che era situata sulle vette più alte delle montagne.

Ovviamente, in assenza di Idunn le divinità iniziarono a invecchiare e quando si riunirono per capire che fine avesse fatto la dea, capirono che dietro ci fosse lo zampino di Loki. Preoccupati per la propria sorte, gli dei torturarono quest’ultimo in cerca della verità e quando la ottennero, lo minacciarono che se non fosse riuscito a salvare Idunn da Thjazi sarebbe stato ucciso.

Si racconta che la dea Freya abbia prestato a Loki le sue piume di falco con le quali il dio acquisì la forma del volatile prima di intraprendere la sua missione di salvataggio.

Quando Loki raggiunse la dimora del gigante ebbe la fortuna di trovarla vuota, così trasformò subito la dea in dado, la prese tra gli artigli e volò via con lei.


Purtroppo, quando Thjazi si accorse della fuga si trasformò immediatamente in aquila per cercarla e inquadrò subito il falco, ma i compagni di Loki notarono l’inseguimento e costruirono una barriera intorno alla fortezza e, non appena Loki l’ebbe superata, gli altri gli diedero fuoco ponendo fine al volo di Thjazi.

Loki salvò Idunn e la sua vita.

Si dice che questi frutti fossero mele (nella foto in basso la mela di Idunn nel gioco GOW), tuttavia, come ha precisato lo studioso norreno EOG Turville-Petre, le mele ai tempi dei vichinghi erano sconosciute. Si presume siano arrivate in Scandinavia nel medioevo, quindi, possiamo supporre che il termine epli, usato per descrivere il frutto e che indicava una forma tondeggiante, si riferisse a qualche bacche o noci.

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se così fosse non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi potrebbe trovarlo interessante.

Se vuoi scoprire altre curiosità vichinghe con un romanzo:
1.Orgoglio vichingo (quotidianità vichinga e fede)
2.Coraggio vichingo (guerra e amore)
3.Cuore vichingo (navigazione e consapevolezza)

Mi sembra di averti detto tutto, quindi, alla prossima!

1 commento »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: