Vai al contenuto

Invidia: capitolo 14

Carissimi, history lovers, buon momento e buona lettura!
Siete un po’ taciturni. Mi dite cosa vi sembra di questa storia?

Napoli 24 novembre 1738

Il capitano della Onore era rientrato nella propria cabina subito dopo aver distribuito il compenso all’equipaggio e, della quiete che ne era scaturita, non sapeva che farsene, ma non voleva neanche raggiungere gli altri. Erano scesi dalla nave per andare a spendere le monete in qualche taverna o in compagnia di qualche donna di piacere, e a lui non andava. Aveva persino preferito declinare l’invito con la scusa della stanchezza.
Stanchezza! Si stizzì al pensiero, mentre si dava una spinta con i piedi sul bordo del tavolo e inclinava la sedia sulla quale era seduto. Non provava vera stanchezza dai tempi dei lavori di ristrutturazione della nave e, sapeva, che ciò che sentiva scorrergli nelle vene era noia mista a malcontento.
Stare solo lo aveva spinto inevitabilmente dentro un vortice di pensieri e congetture talmente travolgente, che non poté evitare di sussultare quando sentì una voce insinuarsi in esso.
«C’è qualcuno?» sentì chiedere nuovamente.
Con un movimento fulmineo gettò i piedi sul pavimento e andò a controllare. Come osa salire sulla mia nave senza permesso? Si interrogò mentre andava rapidamente verso l’esterno. Il passo deciso con cui si mosse fino a raggiungere il ponte produsse cigolii e tonfi biechi che accentuavano il suo umore belligerante.
«Chi diavolo siete?» abbaiò non appena scorse un uomo fermo al centro del ponte. Era pulito, in ordine e adeguatamente vestito.
«Perdonate l’intrusione», si mortificò l’uomo togliendo il cappello per un vaga forma di rispetto, «siete voi il capitano Cortez?»
«Dovrei essere io a farvi le domande», avanzò minaccioso, «non trovate?»
«Perdonate ancora» balbettò impacciato. Detestava l’idea di essere salito sulla nave senza consenso e odiava ancora di più gli uomini irascibili. Soprattutto se avevano ragione di esserlo. «Ma devo sapere se siete voi, lo chiedo per il mio signore.»
«Sì, è lui» rispose una voce femminile che calamitò l’attenzione di entrambi.
«Voi?» si sorprese Gabriel senza nemmeno cercare di nasconderlo. L’aveva aspettata, cercata e arreso all’evidenza che fosse una bugiarda, invece, a distanza di quasi un mese era di nuovo dinanzi a lui. Bella e fiera da togliere il respiro.
«Vai pure» congedò il valletto senza spostare lo sguardo dagli occhi del bel capitano. Non ci riusciva. Era calamitata a lui in modo sconveniente, e nonostante ne fosse consapevole, non gli diede importanza. Con movimenti eleganti si avvicinò alla radice di ogni sua azione. «Dunque vi ricordate ancora di me» sostenne a voce bassa. Un soffio consapevole e seducente che lo mise in guardia.
«Difficile dimenticare chi mi ha mentito.»
«Non vi ho mentito.»
«A corte non sanno neanche il vostro nome» sottolineò con spregio. «Mi avete detto di fidarmi. Che saldate sempre i vostri debiti, invece, siete sparita» l’accusò con durezza, assottigliando anche lo sguardo per amplificarne la collera.
Mary Katrin rimase impassibile davanti a tanta rabbia, quasi non la recepisse, e rispose sicura, «Infatti», assentì tranquilla, «sono qui per questo.»

2 Comments »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: