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Gli anni difficili del novecento raccontati da Paolo Arigotti

Carissimo/a History lover, buon momento!
Oggi è con noi Paolo Arigotti per parlarci di un periodo storico che piace tanto, quindi, buona lettura!😊

Quando l’aereo atterrò, poco dopo le undici del mattino, la donna avvertì una sorta di tuffo al cuore.
Nel momento in cui le ruote avevano toccato il suolo fu come se l’impatto facesse tutt’uno con il colpo che avvertì, un insieme di emozioni contrastanti e difficili da spiegare.
Aveva desiderio di rivedere l’amica che l’aveva invitata, ma tornare lì dopo tanti anni le creava una profonda angoscia.
Quando se n’era andata, tanto tempo prima, aveva giurato a sé stessa che mai più avrebbe rimesso piede in quella nazione.
A casa non c’era più suo marito; il suo amato Mark era morto l’anno prima, dopo una lunga e dolorosa malattia.
Non avendo avuto figli, fu probabilmente il grande senso di solitudine ad indurla a venire meno al giuramento fatto con se stessa.
La sua amica si era offerta di farla venire a prendere all’aeroporto e di ospitarla, ma lei, con un pretesto, aveva declinato l’invito: la verità è che non se la sentiva di fermarsi a dormire in quel luogo pieno di ricordi.
Un taxi la portò in albergo: era quasi ora di pranzo, ma per via dell’emozione non aveva appetito.
Salita in camera non disfò la valigia: era il suo modo per sentirsi pronta a ripartire in qualunque momento.
Nel primo pomeriggio si fece condurre a casa dell’amica con una macchina dell’albergo.
Non ebbe bisogno di guardare il biglietto, ricordava perfettamente l’indirizzo.
La splendida villa, di colore verde con il tetto coperto di tegole rossastre, sorgeva in un quartiere residenziale, ai confini della grande città.
La costruzione ed i colori non erano cambiati rispetto all’originale, ma il piccolo giardino che la circondava era molto più curato: grandi aiuole di rose rosse regalavano un tocco di classe ed eleganza.
Lunghi rampicanti ricoprivano i muri esterni, intervallati da grandi vetrate e piccoli balconi; l’eccellente esposizione donava alla casa una grande luminosità nelle giornate limpide, specialmente ora che non serviva più tenere i vetri oscurati….
Quando la macchina la lasciò di fronte al cancello d’ingresso, istintivamente si voltò verso destra per vedere se, in lontananza, si intravedesse ancora un altro edificio che ricordava bene.
La villa era diventata un monumento celebrativo, così aveva letto.
Lei non poteva saperlo, ma la sua amica era stata tra i promotori dell’iniziativa.
La donna sorrise, un posto tanto orribile era ora un luogo dedicato alla memoria; probabilmente alla Signorina Braun avrebbe fatto piacere.
“La signora desidera che passi più tardi a prenderla?” domandò l’autista, interrompendo il flusso dei ricordi.
“Non occorre” rispose la donna “Chiamerò un taxi, molte grazie.”
La breve conversazione avvenne in inglese, la donna non intendeva più parlare la lingua locale, che in realtà non aveva mai dimenticato.
Varcò il cancelletto, rimasto aperto in vista del suo arrivo, dirigendosi verso il grande portone d’ingresso.
Il suono del campanello la fece rabbrividire, era lo stesso di allora…
Aprì la porta una ragazza alta e bionda; indossava un vestito nero ed una camicia bianca.
“L’attendevamo con impazienza, la prego si accomodi” le disse, invitandola in un eccellente inglese ad entrare.
“Io sono Frida e mi occupo della signora; se ha la cortesia di seguirmi, la condurrò da lei.”
Le due percorsero il lungo corridoio che portava al grande salone; la disposizione della casa non era cambiata, anche se ovviamente mobili e suppellettili non erano più gli stessi; non c’erano più quelle bandiere, né i ritratti alle pareti.
Frida bussò alla porta e precedette nel salone l’ospite.
“Venga prego” sorrise alla donna.
Per un istante fu come paralizzata, non riuscendo a muovere un solo passo; superato il momento entrò nel salone.
Un’anziana donna, sua coetanea, sedeva vicino al caminetto su una sedia a rotelle.
“Ciao Edda, sono felice di rivederti. Ti prego vieni avanti, io purtroppo non posso alzarmi come sai” sorrise, poi rivolta a Frida “Posso pregarla di lasciarci sole, mia cara?”
“Certamente, per qualunque cosa non esiti a chiamarmi.”
Frida uscì.
Le due rimasero a fissarsi un istante, era trascorso diverso tempo dal loro ultimo incontro.
“A quanto pare gli anni sono passati anche per te” disse la donna in carrozzella, indicando scherzosamente le proprie rughe.
“Ma tu sei sempre la stessa” per la prima volta pure lei accennò un timido sorriso, andandole incontro.
Si chinò verso l’amica e le due scambiarono un lungo abbraccio, senza più dire una parola.
“Non speravo che saresti venuta, ma desideravo tanto rivederti” fu l’unico commento della padrona di casa, i cui occhi lucidi tradivano l’emozione.
“Ti confesso che fino all’ultimo sono stata indecisa se accettare o meno il tuo invito…”
“L’importante è che tu sia qui” tagliò corto, con un sorriso bonario.
“Spero che ti piaccia ancora il the con i biscottini alla mela” aggiunse indicando il tavolino vicino a lei, apparecchiato con un elegante servizio in porcellana.
Un piatto era ricolmo dei dolci favoriti dalle due, quando erano ragazze.
“Sono anni che non ne assaggio uno!” fu la reazione entusiasta della donna.
Le due scoppiarono in una fragorosa risata, fugando così l’iniziale imbarazzo.

Estratto da: Il collegio dei segreti

Ciao, Paolo, descriviti in poche parole.

Sono un autore cagliaritano di 47 anni, innamorato della mia città, dei viaggi e della Storia contemporanea.

L’opera di cui ci parlerai è: Historical novel? Historical romance? Historical fantasy? O altro da specificare?

Si tratta di un romanzo storico, il terzo in ordine di pubblicazione, che si intitola Il Collegio dei segreti, edito dalla Onda d’urto di Venezia, pubblicato nello scorso mese di marzo.

In quale anno è collocato il tuo romanzo?

Il periodo storico nel quale è ambientato sono gli anni ’30 e ’40 del XX secolo

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo in questo periodo storico?

Si tratta del periodo tra le due guerre mondiali, che ha sempre attirato particolarmente la mia attenzione in quanto ricco di spunti interessanti e di fatti e vicende che, a mio modesto avviso, hanno molto da insegnare e che vanno tenuti ben presenti per comprendere certe dinamiche e, soprattutto, per evitare che si ripetano.

Trama del tuo romanzo?

È esistita una resistenza tedesca contro il nazismo? Se sì, chi furono coloro che trovarono il coraggio di opporsi, spesso mettendo a rischio la vita propria e quella dei familiari? Semplicemente eroi, troppo presto dimenticati per ragioni politiche collegate alla storia tedesca ed europea del secondo dopoguerra. È a costoro che questo romanzo vuole dare un nome, un volto, un ruolo, seppur di fantasia, restituendo valore al lato nascosto della triste medaglia che fu il Terzo Reich. Nel 1936, dopo i giochi olimpici di Berlino, la piccola Edda e suo padre, un diplomatico italiano inviato in Germania in virtù dei legami di amicizia con Galeazzo Ciano, giungono nella capitale tedesca; la decisione del genitore di iscrivere la figlia in un collegio privato d’elite, dove vengono accolte ed istruite ragazze appartenenti alle famiglie della “Berlino bene” di quegli anni, sarà fatale…

Ed ora mostraci la splendida cover😊

Lo trovi su Amazon

Già che ci siamo facciamo due chiacchiere di storia:

Quali sono secondo te i punti di forza di questo periodo storico?

Come accennavo, è un periodo ricco di fatti e spunti interessanti: dal passato si può imparare molto, specie per evitare il ripetersi di tragici errori.

Quali sono secondo te i punti deboli di questo periodo storico?

Non so se sia tecnicamente una debolezza, ma si tratta di una fase nella quale sono stati commessi alcuni tra i peggiori crimini contro l’umanità che la storia ricordi.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che apprezzi e perché?

Mi piace citare i tanti eroi dimenticati, i cui nomi non sono passati alla Storia, ma che con il loro coraggio hanno contribuito a salvare innumerevoli vite.

Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che detesti e perché?

Ne citerei due: Hitler e Stalin, due facce della stessa medaglia, fautori di due regimi criminali e responsabili di milioni di morti. Assieme a loro, tutti i criminali che hanno attivamente collaborato ai loro terrificanti progetti e che quasi mai sono stati chiamati a risponderne.

Quale evento secondo te è stato significativo per tale epoca?

La Seconda guerra mondiale, l’Olocausto e le uccisioni di milioni di innocenti nell’URSS staliniana.

Ti ricordo le altre opere dell’autore:

Sorelle Molto Speciali”, Link edizioni (2018), sempre ambientato nel periodo tra le due guerre e dedicato alla condizione delle persone con la Sindrome di Down negli anni trenta e quaranta del secolo scorso è su Amazon (contemporaneo)

Ringrazio Paolo per essere stata qui e per averci parlato un po’ della sua opera e del periodo storico trattato. 
Per ora gli faccio i miei complimenti e in bocca al lupo!

Tu che leggi da casa cosa ne pensi? Se volessi lasciare un saluto, io e Paolo ne saremmo felici e ricorda: se ti è piaciuto quello che hai letto, puoi condividere e sarebbe perfetto.

Alla prossima!

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