Vai al contenuto

Invidia: capitolo 23

Buona lettura!

Napoli, 25 novembre 1738
La serata si era conclusa in modo del tutto anomalo per le regole nobiliari ma assolutamente perfetto per i desideri dei tre estranei al Palazzo. Il marchese di Galatone aveva ottenuto un invito a caccia dal re in persona. Il capitano, come pattuito nel pomeriggio, un colloquio di lavoro per il mattino seguente e Mary Katrin, una convocazione alla tavola della regina per il ritrovo pomeridiano dell’indomani.
In definitiva, un risultato di tutto rispetto che meritava di essere discusso, anche se solo brevemente.
«Mary Katrin, dobbiamo andare» dichiarò il Marchese quando la raggiunse a fine serata.
«Certo» assentì con il capo, ma non poté evitare ai suoi occhi di cercare il capitano spagnolo.
Dove si è cacciato? Si interrogò mordendo il labbro inferiore con perplessità evidente.
«Non lo troverete» la informò il marchese con malcelata soddisfazione. Non gli erano sfuggiti gli sguardi di intesa tra lei e il capitano e voleva porvi un freno.
«Non capisco a chi vi stiate riferendo» replicò glaciale, e sarebbe stata convincente, se solo lui non li avesse visti da lontano.
«Sono giovane, di sicuro sono meno astuto di voi, ma non sono sciocco», chiarì pretendendo uno sguardo diretto, «non fate l’errore di pensarlo.»
«Io non lo penso» dichiarò guardando le sue iridi scure.
«Meglio così» sorrise, e sembrò un ghigno superbo, «comunque, il vostro amico è già andato via.»
Mary Katrin sollevò le sopracciglia d’istinto.
«Sì», confermò sereno, «il capitano è stato invitato ad una partita privata.» Sul volto imberbe era ancora presente il ghigno superbo.
«Una partita?» lo scetticismo della donna vibrò nelle parole e le fiorì sul volto con un’espressione incredula.
«Privata» precisò il giovane.
«Mi state dicendo che si è allontanato con una donna?»
«Sì.»
«Accidenti!» imprecò con malagrazia mentre uscivano dalla sala. «Non si rende conto che accompagnarsi alla servitù può essere deleterio per la sua posizione, che inoltre è già critica.»
«Non ho mai detto che fosse una cameriera» chiarì il marchese studiando le microespressione del di lei volto.
«Vero, non lo avete detto» concordò prima di zittirsi. Lasciò che l’avvolgessero nel mantello e quando ripresero a camminare chiese: «Con chi si è allontanato?»
«Non capisco il motivo di tale richiesta, Katrin. Questa è una questione privata.»
«L’ho portato qui, devo essere certa che non faccia errori.»
«Non credo che ne farà. Da quello che ho potuto notare, è un uomo che sa il fatto suo.»
«Lo spero.»
«Vi consiglio di non pensarci», sorrise, ponendole una mano sulla schiena per sospingerla in avanti, «e di concentrarvi sul vostro incontro pomeridiano.»
«Avete ragione» conciliò fingendosi convinta, ma in realtà, trascorse l’intera notte chiedendosi con chi se ne fosse andato il capitano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: