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Istantanea: 311-312-313

Carissimi history lovers, buon inizio settimana!

[311]

Nel momento in cui la famiglia d’Asburgo Lorena si disperse per raggiungere ognuno la propria dimora, il neo imperatore Giuseppe II si trovò un istante da solo con la cognata spagnola. In quei giorni aveva avuto modo di osservarne l’atteggiamento competente e l’estetica aggraziata e non aveva potuto fare a meno di pensare che una tale grazia sarebbe stata sua se non fosse intervenuto il re di Francia.
«Tutto bene, Altezza?» lo interrogò quando si accorse di essere guardata.
«Sì», sospirò con fare teatrale, «sapete, avete qualcosa che mi ricorda la mia cara Isabella.»
«Penso sia naturale, Maria Isabella era mia cugina.»
«Mi manca terribilmente» confessò con un impeto di onestà.
«Temo sia naturale anche questo», conciliò con un accenno di sorriso, «tuttavia ora avete una nuova moglie ed è a lei che dovrete confidare i vostri pensieri.»
L’uomo emise una risata sterile. «Maria Giuseppa non è la donna per me.»
«Non lo sarebbe stata neanche Maria Luisa», precisò sincera, «ho avuto modo di conoscere l’altra mia cugina e vi assicuro che non possiede le doti della sorella defunta.»
«Però avrei potuto sposare voi, proprio come doveva essere.»

[312]

«Parlarne ora è oltremodo inappropriato» replicò con decisione.
«Ma è la verità», ribatté con noncuranza, «a voi non è capitato di pensarci?»
«In gioventù», chiarì come se fossero passati decenni, «non ora che sono sposata con vostro fratello.»
«Leopoldo è sempre stato quello fortunato» ringhiò con malanimo.
«Immagino che non fosse questo il vostro pensiero quando giunse a corte Maria Isabella», ipotizzò infastidita dal tono che aveva usato, «e ogni uomo vi invidiava per la vostra sorte. Si racconta che fosse la donna più bella di tutte.»
«Sì, lo era» intervenne Pietro Leopoldo con tono neutro, e con quello non si capì cosa avesse udito, ma inevitabilmente ci fu un momento di impaccio ambiguo.

[313]

Giuseppe guardò il fratello in silenzio per alcuni istanti prima di dire: «Non dovreste lasciare la vostra giovane sposa da sola.»
«Non era sola, era con il mio ineccepibile fratello, nonché Sacro Romano Imperatore», sorrise, «dovreste pensare alla vostra di moglie. Maria Giuseppa vi attende in carrozza.»
«Sì, ora vado» sospirò esasperato prima di uscire e lasciare la giovane coppia.
Fu a quel punto che Pietro Leopoldo dedicò alla moglie uno sguardo indecifrabile, che lei percepì come un silente biasimo con sincero orgoglio.

Alla prossima!

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