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Invidia: capitolo 25

Buona lettura!

Napoli, 26 novembre 1738
Gabriel se ne stava seduto al tavolo in legno della propria cabina in assoluto silenzio. Aveva lo sguardo puntato sul piatto e la mente in completa agitazione. Quel giorno era il più importante della sua vita e sapeva di non poter sbagliare. A quelli come lui, occasioni come quella che stava per avere non erano concesse, ed era sicuro di non potersi permettere errori.
«Capitano?» sentì chiamare al secondo, che si era intrufolato in cabina senza permesso.
Sollevò il volto per osservare lo sguardo smeraldo dell’interlocutore, prima di chiedere: «Sanchez, cosa c’è?» «Volevo sapere cosa pensi di dirgli?»
«La verità», spiegò ridendo, «più o meno.»
«Da quello che si dice in giro, lui non è come suo padre.»
«In che senso?»
«Non si avvale di corsari» rivelò con una punta di preoccupazione.
«Ne ero a conoscenza», lo tranquillizzò Cortez, «infatti, non siamo qui per quello.»
«E per cosa, allora?» si preoccupò l’altro, sedendosi. «Noi sappiamo fare solo quello.»
«Sappiamo fare molto di più», lo tranquillizzò, versandogli del vino in un boccale, «con la nostra esperienza, possiamo fare di tutto.»
«Aiutami a capire, vuoi davvero trasformarci in uomini onesti?» domandò confuso.
«Sì, te lo avevo detto», confessò Gabriel passandosi una mano tra i lunghi riccioli neri, «voglio poter vivere il mare senza le ansie della pirateria o della Corsa.»
«Pensavo scherzassi», confessò l’altro, «per gente come noi è difficile cambiare rotta» ghignò sollevando il boccale, «ma spero che tu riesca nel tuo intento. In realtà, amico mio, anche io sono stanco di rischiare la vita ogni giorno.»
«Spero davvero di riuscire a convincerlo» replicò Gabriel grattandosi la guancia attraverso la barba curata per l’occasione. «Dovrò essere sincero e non so se vorrà fidarsi.»
«Dicono che abbia uno spirito ribelle», parlò Sanchez con fiducia, «se è come dicono, cosa probabile visto che ti ha dato udienza, saprà vedere oltre il passato.»
«Al re ribelle» scherzò Cortez accennando il gesto del brindisi.
Sanchez rise facendo scontrare i boccali in modo goliardico e tracannando in un solo sorso tutto il contenuto. Speriamo lo sia davvero!

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