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Istantanea: 323-324-325

Carissimi history lovers, buon inizio settimana!

[323]

La carrozza degli Asburgo-Lorena iniziò a rallentare l’andatura non appena il vetturino aveva scorto il palazzo reale sul fondo del sentiero delimitato dalle siepi. Maria Luisa si sporse dal finestrino per ammirare il paesaggio e inevitabilmente sorrise.
«Siete felice, mia cara?» domandò Pietro Leopoldo osservandone l’espressione beata.
«Emozionata, a dire il vero», confidò volgendosi a guardarlo negli occhi, «non ho mai provato nulla di tanto entusiasmante.»
«Neanche il nostro primo incontro?» si interessò con un lieve broncio.
«Era diverso», minimizzò e sorrise, «in quel momento ero terrorizzata.»
«Vi facevo paura?» incalzò divertito.
«Non voi. Vostra madre», confessò allegra, «avevo sentito storie…» lasciò cadere la frase nel vuoto, condendo quelle poche parole con un’enfasi drammatica che strappò al marito una risata sincera, la quale vibrò nell’aria carica di vigore e trasporto.
I due finirono per rimanere in silenzio, occhi negli occhi, sorriso nel sorriso.

[324]

Quando la neo coppia scese dal cocchio fu accolta da un plauso festoso che li incoraggiò ad avanzare verso la schiera di nobili ferma dinanzi al varco d’ingresso alla struttura.
«State bene?» s’interessò Leopoldo stringendo appena le dita di lei.
«Sì» confermò con un accenno di sorriso, mentre avanzavano con l’andatura consona al loro stile e quando si fermarono poco lontano dalla gente di Sassonia, si udì la voce placida del reggente. «Bene arrivati a Dresda.»

[325]

«Grazie per l’accoglienza», parlò Pietro Leopoldo, «mia moglie desiderava tanto venire.»
«La Granduchessa è la benvenuta qui a Dresda» replicò il Reggente spostando lo sguardo sulla nipote.
«Vi ringrazio», cinguettò lei con un lieve impacciò, «sono lieta di essere qui.»
«Francesco Saverio, so che siete impaziente di conoscere nostra nipote», s’intromise Maria Antonia con tono materno, ma seguitò da padrona perfetta, «ma saranno sfiniti dal viaggio e vorranno riposare. Lasciate che la servitù li accompagni ai loro alloggi, discorreremo a cena con il benestare del riposo.»
«Come sempre avete ragione», conciliò cortese, consapevole che la cognata avesse ragione e, una volta impartiti gli ordini, lasciò che la coppia e il suo seguito fosse disperso all’interno del palazzo.

Alla prossima!

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