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Istantanea: 329-330-331

Carissimi history lovers, buon inizio settimana!

[329]

La neo coppia uscì all’esterno seguendo il percorso delineato da una moltitudine di candele accese, le quali decoravano con eleganza anche la balaustra bianca del loggiato che affacciava sull’ampio giardino, abbellito a suo volta, con graziosi ornamenti di fiori e tessuti. Maria Luisa si fermò alle spalle del Reggente fermo in cima alla scalinata che portava nel parco e inspirò prima di dire: «Davvero uno spettacolo incantevole.»

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Non appena l’uomo si volse a guardarla, gli occhi cerulei baluginarono di emozione e le labbra si distesero in un sorriso sincero. «Sì, lo è», conciliò indicandole lo scalone, «vogliamo andare?»
Maria Luisa annuì e insieme al consorte seguì lo zio, mentre con lo sguardo seguiva il percorso creato dai fuochi lungo gli scalini e i sentieri, completamente rapita dalla loro bellezza resa ancora più suggestiva dalla musica armonizzata dall’orchestra.
Francesco Saverio abbassò lo sguardo per osservarla e sorrise, «Mi ricordate vostra madre, sapete?»
«Vi ringrazio per la cortesia, Vostra Grazia, ma ne dubito fortemente. Ella possedeva una bellezza, che purtroppo non mi appartiene» ammise senza falsa modestia.
«Maria Amalia era in assoluto la più graziosa delle mie sorelle», confermò ricordandone i tratti nella memoria, «ma era anche la più elegante e voi lo siete. Avete il portamento di una regina e i vostri occhi sono i suoi.»
La Granduchessa sorrise al paragone. Aveva sempre pensato che sua madre fosse la donna più bella che avesse mai visto e sapere di ricordarla le riempì il cuore di gioia e di un velo di nostalgia.

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«Non volevo adombrarvi» ammise l’uomo non appena si accorse del di lei malessere.
«Non è colpa vostra, ella ha lasciato un enorme vuoto in ognuno di noi.»
«Si racconta che sia Sua Maestà il più colpito dalla sua assenza» parlò Francesco Saverio indicandole la Reggente.
«Il Re ne è ancora profondamente innamorato. Temo che non si riprenderà mai dal dolore», confessò con un sorriso colmo di dolcezza, «ma i miei genitori sono stati oltremodo fortunati, in pochi possono avere ciò che è stato loro concesso.»
«Pienamente d’accordo» conciliò Francesco, mentre gli occhi correvano sulla moglie, silenziosa, e seduta in disparte.

Alla prossima!

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