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Chiara Spinucci, la dama che fece innamorare una Altezza Reale.

Carissimo/a history lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario di nascita di Chiara Spinucci, ecco due paroline su di lui per chi ancora non la conoscesse.

«Maria Chiara Spinucci, nacque a Fermo il 26 agosto del 1741 e morì a Porto San Giorgio il 23 novembre del 1792. Figlia del conte Giuseppe Spinucci e di Beatrice Vecchi-Buratti, Chiara fu una nobildonna italiana fin dalla nascita e contessa per matrimonio. Ebbe una gioventù serena, sempre in viaggio e nella costante ricerca di un ruolo che le si confacesse, il quale, giunse alla corte di Maria Antonia di Baviera in Wettin. In un’epoca ricca di unioni combinate a favore della ragion di Stato, ella ebbe un matrimonio d’amore, e lo ottenne contravvenendo alle leggi, ai molteplici suggerimenti e sopportando i numerosi biasimi che le furono rivolti, ciò nonostante fu una donna felice. La coppia ebbe dieci figli.»

Di questa donna si ricorda la grazia e la capacità di farsi notare e far innamorare di sé una altezza reale.

*****

Estratto da Francesco e Chiara:

Il respiro della giovane dama italiana si espanse d’improvviso sul vetro, aggredendolo e bollandolo con il suo rovente spasimo. Si era ripromessa di non pensare. Aveva pregato affinché la sua mente non le riproponesse quel volto austero, meraviglioso e irraggiungibile, ma essa, traditrice, continuava impavida proprio in quella missione. Quasi stizzita lanciò un ulteriore sguardo alle stelle prima di puntarlo al giardino inghiottito nel buio. Era stanca, spossata dalla lotta interiore che stava intraprendendo tra ragione e sentimento. Poteva quasi vedere il cuore e il cervello che si guardavano con astio, portando alle sue labbra ognuno le proprie ragioni e, quello, non faceva altro che farle anelare solo di scomparire.
Mossa dal desiderio inconcludente di ribellione, afferrò il mantello e corse all’esterno. Si mosse rapida tra i sentieri immersi nel verde, inspirando a pieni polmoni il profumo della notte mescolato con quello della natura in fiore. Avanzò rapida e leggera fino all’enorme scalone dove egli le parlò affabilmente la prima volta e non poté credere a quanto le facesse male dover rinunciare a qualcosa, o meglio a qualcuno, che invéro non era neanche mai stato suo.
«Chiara?» sentì chiedere alle sue spalle.
Il sussulto di lei fu inevitabile, come la sorpresa nei suoi occhi.
«Vostra Grazia! Cosa fate qui?» domandò senza pensare.
«Potrei farvi la stessa domanda», replicò avvicinandosi a lei per osservarne i lineamenti al chiaror di Luna. «A quest’ora, per giunta?»
«Avevo bisogno di passeggiare» ammise senza filtri.
«Qualcosa vi turba?»
«Sì, Vostra Grazia» confessò con onestà, abbassando lo sguardo.
«Per questa ragione siete fuggita da me?» incalzò diretto il duca, senza inutili giri di parole. Aveva bisogno di capire se il trasporto che le aveva letto negli occhi fosse stata solo un’illusione o pura realtà.
«In parte sì» sospirò non riuscendo a contenere l’afflizione. Poi ripensò allo sforzo occorso per garantire alla gran dama  il proprio disinteresse e indietreggiò d’un passo. «Devo rientrare.»
«Fuggite, nuovamente» le fece notare confuso.
«Vi prego di capire!» soffiò soltanto, prima di raccogliere le gonne e correre via.

*****

Spero ti abbia fatto piacere ritrovarlo o conoscerlo. Alla Prossima!

2 Comments »

  1. L’aspetto curioso è che si ha quasi la percezione che la moglie morganatica abbia un grado di considerazione sociale di poco superiore a quello dell’amante, o almeno questa è l’idea che ho sempre avuto, anche se si tratta di due posizioni diverse.

    Piace a 1 persona

    • Ciao Costanza e benvenuta! In effetti, il ruolo della moglie moranatica era superiore all’amante, ma comunque era vista male dalle personalità dell’epoca, proprio per la differenza sociale. La storia ha diverse mogli morganatiche che, pur essendo spose di re e principi, non vengono storicamente considerate.

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