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Invidia: capitolo 37

Buona lettura!

Napoli, novembre 1740

Mary Katrin di Lehen era uscita dalla residenza del marchese di Galatone alle prime luci dell’alba. Doveva accompagnare la piccola Giustiniana dalla principessa Pinelli per chissà quale ragione, visto che non si curava mai delle necessità della bambina, tuttavia, non voleva giungere in ritardo.
«Sapete perché desidera vedermi?» chiese l’undicenne con interesse, affondando lo sguardo in quello della dama.
«No, perché dovrei?»
«Magari mio fratello vi ha detto qualcosa.»
«Non credo che il Marchese sappia le intenzioni di vostra madre e, anche se fosse, non vedo il motivo per cui mi debba tenere informata.»
«Fingete ancora che non abbiate una relazione?»
«Non fingo. Io e il Marchese non abbiamo alcuna relazione.»
«Volete che la chiami amicizia?» insisté la ragazzina con una punta di malizia nella voce.
«Non affronterò di nuovo l’argomento con voi.»
«Potete anche non rispondermi, Mary Katrin, ma io so benissimo dove trascorre la notte il mio caro fratello, quando è a casa.»
«Cosa volete, Giustiniana?» andò dritta al punto, consapevole che ci fosse in agguato un ricatto.
«Per ora nulla, ma sono certa che presto o tardi mi servirà un favore, e a quel punto spero che vi ricorderete di chi vi è amica.»
«Siete un’ottima giocatrice,» considerò l’austriaca senza interrompere il contatto visivo, «mi rendete così orgogliosa.»
La ragazzina sorrise a mezza bocca, gongolando per quelle parole.
La carrozza arrestò il suo viaggio davanti a un cancello diverso da quello del Palazzo Reale. «Siamo arrivati?» chiese Katrin alla giovane.
«Sì, questa è una delle residenze materne.»
La carrozza riprese a muoversi, percorse il sentiero all’interno della recinzione e si arrestò davanti ad un palazzo di elegante pregio.
Quando le donne scesero dalla carrozza, la giovane Pignatelli fu scortata all’interno, mentre l’altra fu lasciata fuori al freddo senza la minima cortesia.
Mary Katrin provò un moto di fastidio che le bruciò in gola.
«Davvero non mi dà il permesso di entrare?» chiese una seconda volta al maggiordomo.
«Sì, signorina. La principessa è stata chiara su questo punto.»
Nel sentire quella risposta provò un forte senso di vessazione che le fiorì in viso con un lieve rossore e che svanì quando riconobbe l’uomo che usciva dall’ampio portone.
Il modo in cui lo vide salutare il maggiordomo le fece capire che fosse un frequente visitatore e che, quindi, le notizie riportatele dal marchese erano vere come lo era il fastidio di lei, in quel momento.

Alla prossima!

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