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Invidia: capitolo 39

Buona lettura!

Napoli, novembre 1740

Gabriel allacciò le mani dietro la schiena. «Bene, ovviamente.»
«Vedo che hai trovato il modo per emergere» insinuò con malanimo, senza celare il fastidio che le si stava agitando dentro.
Nonostante avesse sempre creduto di provare interesse per lui solo con uno scopo terapeutico per il proprio cuore, in quel momento, si rese conto che non fosse affatto vero.
Il batticuore che continuava ad agitarle il petto, infatti, le stava ricordando con chiarezza quanto lo avesse voluto. Quanto le fosse mancato e quanto le facesse male saperlo affascinato dalla principessa Pinelli, una donna libera, sicura e potente, come lei non sarebbe mai stata.
«Emergere?» ripeté confuso. «In che senso?»
«Hai capito. Non sei uno sprovveduto.»
«Allora cosa lo hai chiesto a fare?»
«La mia, infatti, non era una domanda ma un’affermazione. Sapevo già della tua relazione con la principessa.»
«Relazione mi sembra eccessivo,» provò a minimizzare, «comunque, c’è un rapporto.»
«Un rapporto che avrà la durata dell’inverno» profetizzò stizzita, «quelle come lei si stancano in fretta.»
«Anche se fosse, non vedo il problema. Io non amo lei e lei non ama me, ci teniamo solo compagnia.»
«E non temi il giudizio?»
«Qual è il vero problema, Katrin?» annullò le distanze fermandosi ad un soffio dal suo viso.
L’avvicinamento le scombussolò il ventre, ma il profumo femminile che la investì le turbò la mente. Indietreggiò, infastidita, battendo la schiena contro la vettura e sgranò gli occhi per la fitta che ne scaturì.
«Nessuno» deglutì l’amarezza, per lui e per se stessa. Troppo distanti per poter vivere vicini. «Siamo andati avanti entrambi» decise di ripagarlo con lo stesso trattamento, sperando che l’informazione lo turbasse almeno la metà di quanto lo era lei.
«Sei andata avanti?» avanzò ancora, intrappolandola tra le mani al fianco del suo viso.
«Sì, proprio come hai fatto tu.»
«Io non sono andato avanti. Ogni giorno continuo a maledirmi per averti mandata via» confessò guardandole gli occhi, prima di scivolare con lo sguardo sulle labbra schiuse dal respiro sfuggente.

Alla prossima!

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